OMBROSI PENSIERI
Desolazione d'anime
nella valle dell'attesa.
Da crisalidi pendenti
cadono lembi di carne putrida
(adombrata metamorfosi
di esseri un tempo umani).
Coltivazioni demoniache
di ombrosi pensieri.
I MIEI PIU' ATROCI INCUBI
Sono stato al parco.
Era notte.
Buio.
Cielo nero a sovrastarmi.
Incerto presagio di fine.
Io e l'oscurità.
Mi sono inginocchiato
ai piedi dell'acqua sporca
che scorreva.
Ho rivisto il mio volto,
nel silenzio ho urlato,
ho urlato,
urlato!
fino a non avere più voce.
Non ero solo,
eppure mi sentivo come
abbandonato.
La solita sensazione di
dispersione
che si impadroniva nuovamente
di me.
Sarei voluto correre via,
scappare via
veloce, sempre più veloce
ma sono rimasto paralizzato
senza armature per difendermi
vittima dei miei più atroci
incubi.
UN MONDO DISFATTO
Il mio demone mi mostra la realtà più brutta di com’è
guarda attraverso i miei
occhi deformandola
e contempla un modo disfatto.
Il canto della sirena
giace impotente ai piedi del
rumore.
Il senso della vita
ha perduto lo scettro,
resta una lapide senza nome
del tempo che fu.
Il mausoleo del giardino
delle rose
è stato violato
da malvagi profanatori.
Ma non riesco a gioire
nel vederli annegare
in laghi di sangue.
L'amore perduto
non tornerà mai più
a specchiarsi dentro di me.
Siringa e sangue lungo il mio
cammino,
confini sordi alla realtà per
la mia mente in gabbia,
ciechi gli occhi dello
spirito.
Non so come uscirne fuori!
VIALE ALBERATO D’AUTUNNO
Cade una foglia
soffice piuma
leggera
volteggia nell’aria
come una ballerina che danza sulle punte
poi
si posa per terra
sul tappeto di questo viale alberato
anch’essa
parte d’una coperta
ingiallita
di foglie morte.
L’autunno è arrivato
con la sua malinconica dolcezza
ed ogni albero si sta spogliando
del proprio vestito.
I rami ormai nudi
sembrano tendere
le proprie braccia al cielo
quasi come ad abbracciarlo.
In un amplesso tenero ed appagante,
io mi stringo a te,
alma Natura,
voglio cogliere ogni tuo palpito
e respirare il tuo stesso respiro,
vestendomi dei tuoi colori.
IL MIO CORPO SUL TUO CORPO
Il mio corpo sul tuo corpo
si muove lentamente.
Il mio corpo sul tuo corpo
si dimena dolcemente.
Voglio scoprire il tuo
segreto,
sprofondare nell'intima tua
essenza
fino a esplodere in te
violentemente
svuotando il mio liquido nel
tuo nido inebriante.
Ora che sono in te
non puoi più nascondermi
nulla,
ho svelato il tuo mistero di
donna,
io ti possiedo, so tutto di
te.
Prepotente,
sono entrato nella tua
inesplorata caverna,
e nei tuoi umidi anfratti
sto scivolando.
Sono io il tuo corpo.
Sono io l'universo.
MARIONETTE
Cantavo il mio romantico sogno nella notte davanti al
palcoscenico buio di un teatro dove piccole marionette allibite mi guardavano.
Tutto intorno il vuoto più assoluto, non percepivo umana presenza all’infuori
di quei ridicoli pupazzi colorati: “Solo noi possiamo comprenderti, sappiamo
ascoltarti, abbandona gli umani e salta qui sul palco da noi” mi dissero in coro.
Così feci e diventai burattino tra i burattini, rinunciai alla solitudine
d’essere uomo, scelsi i colori, il teatro, le marionette, diventai uno di loro.
Su quel palcoscenico recuperai la mia vera dimensione, mi ritrovai folle e
disperato ma libero e felice.
BIANCANEVE
Ragazzini eravamo forse
bambini
una decina circa non di più
8-10-13 anni al massimo
queste le nostre età.
35 anni aveva lei se ben
ricordo
Biancaneve la chiamavamo noi,
per cinquemila lire il
pisellino ci toccava,
per dieci lo succhiava.
Infine per trentamila l'amore
faceva
e sempre con uno per volta
mai tutti assieme
o più di uno.
Com'era bella Biancaneve
nostra!
Com'era dolce e comprensiva!
Come ci sapeva fare!
Un dolce segreto era e
nessuno di noi mai parlò.
Per caso l'ho rivista dopo 30
anni e forse più
appesantita, invecchiata,
sfiorita, la nonna pareva
di quella Biancaneve
conosciuta allora
ma un sussulto al cuore ho
avuto lo stesso nel vederla:
"Biancaneve!"
d'istinto le ho detto senza
volerlo;
"Prego?"
mi ha risposto stupita lei.
LE TUE MANI
Le tue mani morbide più della
seta
sfiorano con dolcezza il mio
pene,
lo accarezzano,
lo stringono,
lo muovono.
Chiudo gli occhi
mi concentro su quel
delizioso piacere,
sospiro piano,
mi abbandono vinto,
abbraccio l'estasi.
Come un trovatello ragazzino
stretto fra le tue mani,
il mio membro si lascia
andare,
cresce sempre più
nell'eccitante movimento
d'un'altalena.
Il cuore ora sembra
scoppiarmi in petto,
incontrollabile diviene il
mio respiro,
esplode come neve bianca
il succo del mio piacere
splendido dono per le tue
sapienti mani.
UNA BOTTIGLIA NEL MARE
Quello che scrivo
lo metto in una bottiglia
e lo affido al mare.
In fondo
non mi ascolta nessuno
non serve nasconderlo.
Verrà trasportata dalle correnti
attraverserà mari ed oceani.
senza pace proprio come la mia vita.
Qualcuno un giorno troverà quella bottiglia
e forse in quel momento leggendo quei pensieri
avrà per sempre un'emozione da ricordare.
IL MIO IMPERO
Sono entrato prepotentemente
nella tua anima fortificata.
Inesorabile ho abbattuto ogni
tua difesa
e conquistato la tua nuda
terra.
E ora
senza nessuna clemenza,
nessun mistero
ciò che un tempo era soltanto
tuo
adesso è anche mio.
Mi muovo espandendomi dentro
te,
come fuoco che brucia appare
il mio pene
forte quando divampa,
umiliato quando si spegne.
Ma anche tu sei crollata
senza scampo,
nel tuo fragile corpo ormai
ho costruito il mio impero.
Arrenditi a me!
DOLCI SILENZI
Dolci silenzi mi accompagnano
mentre lo sguardo del mare
arricchisce il cuore,
libera la mente.
Parole incise in un diario
fanno da eco fra le onde,
sembrano perdersi oltre le nuvole
là dove l'orizzonte apre all'infinito.
Il vento modula suoni con la luce
non spegne il suo soffio,
tarda a morire,
si confonde in volo con ali di gabbiani.
Sotto la pelle ambrata
caldo scorre il sangue
pulsa nelle vene
e tutto si fa memoria.
ATTIMI DI MERAVIGLIE
Quando la sera tutto si ferma
e il silenzio
può entrare nel tuo cuore,
riesci ad ascoltare note
inespresse
di una vita
che palpita nelle tue vene.
Non fa freddo
e la notte
sarà più bella che mai!
Potrai guarire
da quelle notti insonni,
scacciare la paura se lo
vorrai,
riemergere per un attimo
dalle tue profonde solitudini.
Chiudi gli occhi
e lasciati cullare dal mare
dei ricordi,
lasciati accarezzare
dalla brezza dei sentimenti,
assaporando vivide sensazioni
potrai scoprire una luce che
brilla.
E' un diamante dalle mille
facce
che chiede solo di essere
scoperto
e condiviso,
fermati!
contempla quella luce,
parlale della tua solitudine,
togli le bende che ti
accecano.
Troverai un volto
con occhi pieni d'amore,
troverai una mano
che ti vuole sostenere,
troverai un cuore
che ti vuole abbracciare.
Ti prego credi
nella sincerità e nella magia
di quegli attimi,
non lasciarli sfuggire
ma vivili,
vedrai meraviglie compiersi
in te.
ESISTONO SILENZI
Esistono silenzi
in cui vedo scorrere parole
come un fiume in piena
sul diario della vita,
ma non è la mia mano
che le scrive.
Esistono silenzi
nei quali vedo scorrere una
lacrima
come stilla di rugiada
sul mio volto,
ma non sono io
che la verso.
Esistono silenzi
che mi fanno sentire un alito
di vita
che come un profumo di mille
fresie
mi accarezza il volto,
silenzi magici
in perfetta sintonia col mio
indefinibile anelito.
Ora sento e comprendo
che il cuore dell'universo
palpita all'unisono col mio
respiro
e allora chiudo gli occhi,
e cerco di ascoltare nel
silenzio
la dolce melodia di quegli
istanti.
Sono attimi che parlano
d'amore,
che mi rapiscono con loro,
e in quei momenti
trovo anche te
RITRATTO DI DONNA
Soffermandomi a guardare il
tuo viso,
quella profondità del tuo
sguardo,
vorrei passarci delicatamente
le dita
seguendo con una linea i
tratti dei tuoi lineamenti.
Scrutando i segreti di quegli
occhi verdi
che sembrano cambiare ad ogni
tuo stato d'animo,
non so che darei per leggere
quelle paure e incertezze
che mai avresti il coraggio
di rivelarmi.
E in quell'infinita dolcezza
che lasci ancora scorgere,
cerco dipinto un viso di
bimba,
trovo invece il ritratto di donna.
IO E TE IN AMORE
Se avrò gli occhi spauriti
di un cerbiatto indifeso,
ti potrai commuovere
e mi accarezzerai.
Se subirò la sconfitta
di una speranza naufragata
nel niente,
soffrirai con me dispiaciuta
e mi consolerai.
Se di colpo scoprirò
di non farcela più,
tu combatterai con me
e mi incoraggerai.
Ma quando ti guarderò
con gli occhi di un uomo
innamorato,
ti perderai con me
e saremo un vortice nel blu
dell'oceano.
Là dove la vita
si rigenera dopo la morte,
là dove il tempo
non si ferma.
Io e te in amore.
IL SILENZIO DELL'ANIMA
In questa notte
che il sogno
non riesce a strappare
ai miei pensieri,
lascio scivolare
lievi
piccole gocce
sul mio viso.
Il silenzio
della mia anima
ora preme
come non mai.
Ed io riconosco
la mia debolezza,
la disperazione d'un uomo
che è consapevole della
propria fine.
Ma io non vorrei
morire adesso
senza nella mia vita
aver mai amato prima.
I COLORI DELL'ARCOBALENO
Tu
che hai saputo dipingere
con i colori dell'anima,
immortalando sensazioni
racchiuse
in mille immagini.
Hai creato arcobaleni,
voli di aironi
tra cielo e mare
abbagliando di luce
l'orizzonte del cuore.
Mi hai modellato,
con la tua arte plasmato,
sfiorando insieme
il tutto e il nulla,
l'estremo e il semplice.
Una libertà
infinita
che attraversa il respiro
e fa volare via,
via.
L'ECO DEGLI ANGELI
Ho sentito delle note
provenire da lontano
ma forse era l'eco
delle risate dei bambini.
Ho visto una luce
brillare da lontano
ma forse era il riflesso
di un battito del cuore nel
silenzio.
Ho udito le parole
giungere alle mie orecchie da
lassù
ma ora sono sicuro
eri tu, tra gli angeli, che mi parlavi.
IL TRENO DELLA VITA
E il treno corre,
corre lontano sui binari
della vita,
lungo la strada del mio
dolore.
Va via velocemente
proprio come i miei anni,
il mio tempo che scorre.
Dai vetri del finestrino il
quadro cambia sempre
vedo montagne invalicabili di
paure,
pianure non più verdi di
speranze invecchiate,
laghi salati di pianto amaro.
Vedo fiumi, violente cascate
trascinare via tutto quanto,
mari in tempesta come i miei
pensieri irrequieti.
Vedo gallerie coprire il sole
come i miei momenti bui,
prigioni di tanti limiti ed
arrese,
miraggi di felicità nei
deserti della mia esistenza,
il cielo dove non ho mai
volato,
lontane isole esplorate solo
nei sogni,
nebbia lontana e foschie
senza amore, senza fortuna
e poi
file di alberi e nuvole
passare come un susseguirsi di emozioni,
paesi e città fuggire
malinconicamente come i ricordi più belli,
prati verdi dove correvo
sull’erba da bambino,
rivedo mia madre aspettarmi a
braccia aperte,
odo nel vento la sua voce che
mi chiama.
Il treno corre
la sua corsa senza fine
senza ritorno, senza fermate
ed io via con lui
m’allontano sempre più senza
sapere dove andrò,
certo di perdermi solo
come un vagabondo senza
famiglia.
Addio casa mia d’infanzia!
Addio amici della mia
adolescenza!
Addio giovinezza perduta per
sempre!
Quanta struggente nostalgia
mi avete lasciato!
Com’è triste non poter
tornare indietro!
Ma perché la vita è una corsa
continua?
Perché la fine di un viaggio
non c’è mai?
Mi fermerò soltanto
quando giungerà l’autunno con
la sua folata gelida,
come foglia ormai ingiallita,
sarò strappata dal mio
albero,
trascinata nel vento.



















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