L’angelo nero è tornato
a bussare alla mia porta.
È entrato
senza che me ne accorgessi.
Nel silenzio assoluto
dei suoi passi inesistenti,
mi avvolge nel suo manto
fatto di fumo e di tenebre.
Muta creatura
della notte più buia,
mi hai preso
senza che un lamento
venisse fuori dalle mie
labbra gelide,
bianche come la cera.
Ora sono anch’io una creatura
della notte
una sorta di vampiro
assetato di vita, assuefatto
di morte,
faccio parte del tuo mondo
allucinante.
Voglio solo fuggire via,
nell’oscurità,
spiegare le mie ali di
pipistrello
e volare lontano
nella notte che adesso sento
d’amare.
Fuori il fiume sta scorrendo,
dentro il fuoco non si spegne
mai un momento,
ed io come ti sento, io ti
sento!
E tu, angelo nero,
ormai vivi nell’oscurità della
mia anima
come una candela accesa
che va spegnendosi lentamente
ma che non si consuma.

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