UN
PALLONCINO COLORATO
Ma chi sono veramente io?
Ha senso cercare di scoprire me stesso?
Inseguire uno spettro senz’anima?
Io troppo piccolo
tra tutta questa gente che popola la terra,
insignificante
rispetto alla grandezza dell’universo.
Un palloncino colorato
sfuggito di mano ad un bambino
che vola sempre più in alto
fino a sembrare un puntino lontano.
Poi
sparisco del tutto
privo d’identità
senza storia.
IL
GIARDINO INCANTATO
La bimba dagli occhi assonnati
e con indosso un pigiama bianco,
come sonnambula entra nel giardino incantato
e vede cose mai viste:
statue di cera ed animali parlanti
creature fiabesche e divertenti folletti.
Strane piante ora la spiano
alberi fioriti sussurrano la primavera.
Mille lucciole danzano a festa
bellissima fate muovono bacchette magiche a ritmo di musica
fanciulli fantasmi giocano a girotondo tenendosi per mano.
In fondo a quel giardino fatato
come fosse un regalo per lei
la bimba osserva stupita una vecchia sedia a dondolo.
Si siede felice
chiude i suoi occhietti
e ogni cosa scompare.
FARNETICAZIONE
Ho visto un topo inseguire un gatto
una formica spingere l’elefante
e una gazzella sbranare il leone.
Ho visto anche un nano alto
un bambino vecchio
ed il nero diventare bianco.
Ho visto poi tra fuochi di ghiaccio ed inverni estivi
ciechi vedenti e muti parlanti
lupo e agnello passeggiare insieme.
Ho visto infine il Messia
predicare nel sinedrio e nella sinagoga
di Gerusalemme.
Lo condannarono a morte
con una corona di uva rossa.
Ho raccontato ciò che ho visto
mi hanno internato in un manicomio.
ALBA
Alba!
tu stai sorgendo,
silenziosa brezza nell’aria,
leggiadre ali intorno.
Alba!
tu stai spargendo
il tuo colore
sul mare
addormentato.
La tua pace
mi sta
cambiando.
La mia anima,
svegliandosi,
si sta aprendo all’amore
verso l’infinito.
Io sento
che sto per nascere
sì,
lo sento,
io sto nascendo.
IN SILENZIO
Io e te,
mano nella mano,
camminiamo verso il sole
guardandoci in silenzio.
Le nostre orme sono raggi di
luce,
nel loro chiarore, riflesso,
osservo il tuo viso
dolcissimo
che m’incanta, in silenzio.
Siamo solo noi due,
creati l’uno per l’altra,
rapiti da questo sole
immenso.
Un amore senza fine grande
più di noi
ci trascina via lontano
e tu esisti ormai dentro di
me
ti sento in ogni parte del
corpo,
tu sei l’aria che sto
respirando,
sei la mia stella che brilla
nel cielo.
Vicinissimi, avvolti dal
calore,
noi ci amiamo sfiorandoci in
silenzio.
Siamo in viaggio da qui
all’eternità,
eroi di un sogno in questo
breve vivere,
non svegliamoci mai,
ed ora, in quest’istante
magico,
tu ed io siamo un solo
essere,
non so più dove finisci tu e
comincio io,
dove si dilegua il sogno e
appare la realtà,
ora tutto acquista un senso
e finalmente scopriamo
insieme
che c’è qualcosa di noi,
un motivo per vivere.
Non siamo più soli,
finché mi starai vicina,
saprai tutto di me,
avrai il meglio di me stesso
e tu con me sarai sincera.
Stringimi la mano più forte,
sei l’unico scudo tra me e il
mondo,
ho bisogno di te per non
morire.
PRIMO AMORE
Un’ondata improvvisa di
luminosi ricordi
sommerge per un attimo i duri
scogli della mia realtà
e la schiuma che ritorna al
mare,
lascia un immenso prato verde
ricamato morbidamente dalle
esili mani della primavera
e in quel giardino,
d’incanto,
sbocciarono fiori di mille
colori e ali dorate di farfalle,
lì v’era un bimbo che
inseguiva felice il volo d’un aquilone
ed una bambina
che sfogliava dolcemente i
petali d’una margherita.
Era bello correre insieme a
lei, mano nella mano,
tra le spighe di grano più
alte di noi
e l’azzurro del cielo che
sembrava così vicino, non finire mai,
saltellare a gara con i
cerbiatti,
e seduti in riva al ruscello,
gettare ramoscelli sull’acqua
per vederli galleggiare dolcemente
e all’imbrunire, sudati e
sporchi di terra,
scappare sul colle più alto
ed osservare il volo libero
di stormi di gabbiani su oceani limpidi,
aspettare in silenzio l’arrivo
dell’arcobaleno con i suoi mille colori
e lì: “Io ti voglio bene
anche se non so baciare” le dissi
col cuore che batteva forte
come un uragano,
lei sorrise, mi baciò la
guancia
e sbocciava così il mio primo
amore
mentre una cicogna
volteggiava in festa per me.
Ed ora, proprio in
quest’istante mentre ti bacio amore mio,
io rivivo l’emozione
d’allora,
la stessa gioia ti giuro, lo
stesso candore
e quanti ricordi ancora
vorrei rivivere con te,
non più da bambino, ma da
uomo ormai,
quante piccole emozioni
nascoste in fondo al mio cuore
vorrei regalarti!
quanti segreti avrei da
svelarti!
Ma tu ... tu non capiresti
mai
perché non so capirmi
neanch’io
e non so come mai stai con un
ragazzo come me
che ha ancora quei prati
vergini nell’anima,
che resta sempre solo anche
se tu sei qui vicino a me
pronta ad amarmi: che buffo!
Ti prego non dirmi che sono
un bambino
anche se non so far l’amore,
anche se il mio mondo è
ingenuo.
Tu mi sorridi e sfiorandomi
la mano, mi dici:
“Non esiste al mondo ragazzo
migliore di te”.
Amore mio,
io ti amo per non sentirmi
solo,
per sorridere e volar via,
per vincere la paura che c’è
in me,
per fermare la mia giovinezza
che va via.
Amore mio,
è così naturale essere
felici,
come mai la gente non lo sa,
non mi crede!
DOLCISSIMA STELLINA
Dolcissima Stellina,
timida come un pallido sole
dietro le nuvole,
tenera come un piccolo
usignolo addormentato sul nido,
dal sorriso luminoso e fresco
come stilla di rugiada
tu sei per me il sogno d’una
notte incantata,
l’effimera illusione d’un
amore irrealizzabile.
Sei in questo mio vivere
terribilmente oscuro
come una luce fioca
che da lontano cresce...
cresce... fino ad abbagliarmi l’anima
col tuo modo di muoverti
sublime come ali di cigno
e la tua voce melodiosa come
cori di augelli.
Lacrime lucenti di gioia
brillano adesso nei miei
occhi.
In un attimo tu hai riempito
di bello il mio cuore,
dipinto di sogno la realtà
ed io non vorrei mai più
svegliarmi da questo momento magico.
Sembra quasi d’averti già
conosciuta tanto tempo fa
in qualche sogno lontano
chissà dove
e se guardo attentamente nel
fondo dei tuoi occhi,
scopro in essi l’infinito
vibrare
e tu ed io uniti che voliamo
via sempre più su senza limiti,
dileguandoci come due
gabbiani liberi verso l’orizzonte.
Restano ammutolite nel mio
silenzio magico
mille parole, mille
sensazioni
che sento ma non riesco ad
esprimerti,
non so come spiegartelo
ma avverto dentro, qualcosa
d’indefinibile, mai provata prima,
meravigliosamente reale al
tempo stesso:
un bene prezioso e profondo
sommerso in me stesso
come il rosso corallo negli
abissi del mare.
Da una vita sono in cerca di
te
ma tu sei più di quanto
aspettassi.
Dolcissima Stellina
Abbi cura di te, ti auguro di
non cambiare,
resta quel germoglio che sei
adesso.
Non gettare al vento il fiore
della tua giovinezza,
non smarrire col tempo la
purezza dei tuoi sguardi,
l’armonia d’ogni tuo gesto
perché solo tu riesci a
sorridermi con gli occhi,
hai in te qualcosa in più che
appartiene solo agli angeli:
che ne sarà mai del tuo viso
innocente e pulito
quando, domani, cadranno le
lacrime degli anni?
e quel giorno, ora tanto
lontano, ti ricorderai di me?
Addio mia dolcissima
Stellina!
avrei voluto darti molto di
più
tornando adolescente insieme
con te nel tuo mondo
ma sono dai tuoi anni
ormai disperatamente lontano.
Ti lascio in questa poesia
il mio ricordo di ragazzo
solo come te
ed ogni volta che la
leggerai, d’incanto,
non esisteranno più barriere
né distanze tra noi due,
io, di colpo, rinascerò in te
e tu, specchiata nella mia
anima,
sarai qui vicino a me.
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LA FINE DELLA MAGIA
Il mio respiro,
il suo.
Il mio battito,
il suo.
I respiri che si accordano
ritmici,
affannosi,
incalzanti,
ansimanti.
Il cuore
batte, batte, batte
tutto il petto batte,
pulsa in gola,
pulsa nell'anima.
I pensieri assumono lo stesso
ritmo,
la stessa intensità,
si uniscono,
si esaltano.
Un crescendo folle e
continuo:
vertigini,
ronzii,
la mente
che ha lasciato ogni
controllo.
Le emozioni
sono padrone dei corpi.
Avvinghiarsi,
rotolarsi,
ubriacarsi,
urlare.
Secrezioni,
sudore,
saliva,
odori intensi.
Segnale della fine
o è solo l'inizio?
Silenzio...
assaporando la fine della
magia.
SOLO UN ISTANTE
Il cuore che scoppia,
il respiro affannoso.
Esplodo finalmente
come unico rimedio
per non impazzire di piacere
ma è solo un istante!
La mente si svuota,
lentamente sento uscire
poco a poco ciò che è di lei.
Non sento più le mani, le
gambe
non so più chi e dove sono:
odore, sudore, respiro
non sento più nulla!
non ho più un corpo,
mi sfugge l'anima.
E' solo un istante,
poi mi sento leggero.
Una piuma che lieve
si culla tra le nuvole
in un cielo immenso
e mai si posa.
Rientro di colpo nella realtà
disteso sopra il suo corpo
abbandonato:
ho soltanto amato!
FRA LE TUE COSCE
Ora che mi ritrovo fra le tue
cosce
vorrei stare fermo per un
istante:
donna di terra e di acqua
plasma la mia nella tua
intensità!
invadi anche la mia mente!
prendi tutto del mio essere!
Io cane fedele d'ogni tuo
desiderio
desisto nel non voler più il
poeta in me
in questa sera di stelle senza
tempo,
dove in una folle danza di
erotismo
si perde persino il mio
gemito
formica nella tua foresta di
peli.
Donna che mi ami senza amore,
non è alba o tramonto,
non è estate o inverno
e non è nemmeno gioia o
dolore:
è un fiore che germoglierà
tra le tue cosce
donato insieme con te a
questo mondo.
NETTARE DI TE
Col fuoco addosso
umida tana
non placa il rogo
che di te s'avvampa.
Dentro il tuo corpo
su quel sentiero
inseguo paradisi
a luci spente.
Nel tuo regno
frugo l'oscuro
cercando sensazioni
oltre il tempo.
Ti desidero
in quel possederti
gocce di sole vanno
oltre il cielo.
Esplorandoti
oscuro tunnel
dov'è racchiusa in te
luce di stelle.
Sabbie mobili
affondano nel clitoride
ma in quel cader mio
non cerco scampo.
Mappe d'estasi
sul tuo mare
disegnano le magie
dell'infinito.
Nettare di te
raccolgo le gocce
d'oscuri paradisi
fra i cespugli.
UN LAMPO NELL'OMBRA
Donna completa, mela carnale,
luna calda
denso aroma d'alghe, fango e
luce mischiati
quale oscura chiarezza s'apre
tra le tue colonne?
Quale antica notte tocca
l'uomo con i suoi sensi?
Ahi! amare è un viaggio con
acqua e con stelle,
con aria soffocata e brusche
tempeste di farina,
amare è un combattimento di
lampi
fra due corpi da un solo
miele sconfitti.
Bacio a bacio percorro il tuo
piccolo infinito,
i tuoi margini, i tuoi fiumi,
i tuoi minuscoli villaggi,
e il fuoco genitale
trasformato in delizia
corre per i sottili cammini
del sangue,
si precipita come un garofano
notturno
fino a essere e non essere
che un lampo nell'ombra.
EROS D'ESTATE
E siamo
mari in tempesta
venti che onde
già portano in cielo,
aliti ardenti
che accendono di fiamma
l'umida tua pelle.
S'intrecciano le dita
a catturar magie
mentre
sotto le stelle
un vulcano si risveglia.
Nudi
vestiti d'amore,
ci prendiamo,
ci sentiamo
annullandoci a vicenda.
Il tempo dei sogni
s'è assopito,
ora pulsa la vita,
l'amore!
Ed il respiro,
frenetico,
corre
sui ritmi
dell'estate.
CANTO DI DELIZIA
La mia lingua sfiora la tua
lingua,
il mio sesso nel tuo sesso,
il mio cuore nel tuo cuore,
la mia vita nella tua.
Anima sguarnita da ogni
vincolo
stretta a me in un desiderio
sfrenato
rincorre la perfetta
incarnazione del godimento.
Bagnato è il tuo corpo
di linfa sacra
dove riposa la più alta
eccitazione
delle fantasie più proibite
ed inconscie.
Profumo di rose appena colte
sparse nel tuo campo che ho
appena sconfinato,
in un sussulto il tuo respiro
sa di mandorle e canditi.
I tuoi vagiti si fondono con
i miei
creando intensi movimenti
fisici
di pura creazione artistica
tramutandosi in un canto di
delizia.
GODI
Eccoti giungere
stanotte e mille altre ancora
preda esclusiva del mio
letto,
trappola divina di desiderio.
Su colline di creta morbida
i miei baci sparpagliati,
accarezzami con gli occhi
mentre scorri sul mio cuore
arso.
Benvenuta, entra!
Spengo la luce?
Soffio sul buio e ti accolgo,
senza una parola
ingurgiti il mio sesso
bevendone avida il succo.
In un abbraccio stordito
mi trascini giù
su lenzuola chiare
che odorano ancora di candele
spente,
ritratto di mani voraci e
volti sconosciuti.
Nel silenzio
che ci avvolge insieme,
strappi incauti di sospiri,
atti più impuri
orgasmi che ritmicamente si
susseguono
e che rammendo senza fretta.
No, non chiedermi niente! Sei
già proposta indecente.
Godi...














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