Vi è un posto specifico che io avverto di forte
impatto emotivo, particolarmente suggestivo e ricco di carisma e misticismo
insieme: uno spazio che oserei definirlo magico, di quella magia spirituale,
sublime, soprannaturale che avvicina al cielo, fino a sentirsi parte integrante
di esso. Questo piccolo lembo di terra così prezioso da sembrare una gemma di
valore inestimabile caduta dal cielo o una scintilla d’amore piovuta sulla
terra dall’infinita luce divina è proprio il luogo dove sento fortissima,
pur senza vederla fisicamente,la presenza di Maria.
Siamo nella città di Messina dove sono nato e
vivo, nel santuario di Montalto, un
luogo di culto ubicato in un posto davvero splendido, in virtù del fatto che
offre dalla sua altura un panorama talmente affascinante da lasciare qualunque
osservatore senza fiato e senza parole.
La chiesa della Madonna di Montalto, bella per
scultura ed architettura all’interno ed all’esterno,
si apre infatti su un sacrato abbastanza grande, quasi
una enorme veranda che forse sarebbe giusto chiamarla terrazza vista la sua notevole altezza. Da lassù si usufruisce di
una vista privilegiata e staordinaria sullo Stretto di Messina col suo
bellissimo mare, le sue navi che vanno
e vengono, la terra di calabria di fronte, e la Madonnina del porto che
benedice la città. Girando per questo
grande sacrato si possono ammirare anche numerose fioriere, vasi e piante,
delle panchine per sedersi e guardare lontano specie per i turisti che vengono
in tanti ,poi ancora un binocolo per osservare da vicino il panorama e due
statue: una tutta bianca raffigurante San Giuseppe,il santo della “buona
morte”che io stesso spesso invoco per morire senza soffrire, magari in un
attimo quando sarà,e l’altra in bronzo con l’immagine del papa Giovanni Paolo
secondo appoggiato alla ringhiera che guarda lo Stretto. Quest’ultima, eretta
in suo onore, in ricordo della sua visita effettuata in questo santuario nel
giugno del 1988, nella quale lo stesso pontefice rimase molto colpito dalla bellezza
del panorama.
Il santuario di Montalto fu fondato nel 1294 durante
la guerra del Vespro per esplicita volontà della Madonna ch ne delineò il
perimetro con il volo di una colomba e
fu costruito col concorso di tutta la città. Esso è un luogo particolarmente
sacro in forza di specifica manifestazione di una potenza superiore che vi è
riconosciuta e venerata. E’ un luogo di culto straordinario per designazione
soprannaturale o perché vi si venerano immagini miracolose.
Lo spazio del santuario è ritenuto sacro ed è centro
di speciale attrazione. Vi si va per unirsi più sensibilmente a Dio o alla
Vergine, impetrarne grazie e favori, riconciliarsi. Il santuario parla allo
spirito e al cuore dei credenti, in particolare quelli mariani dove si fa
esperienza di madre.
L’icona dela Madonna di Montalto è rappresentata
dall’immagine di Maria col bambino Gesù, in altri dipinti appare anche, secondo
precisi riferimenti storici, con indosso una veste bianca (la dama bianca) con
la mano destra alzata in segno di benedizione e la sinistra che tiene lo stemma
della città di Messina, rosso con la croce gialla, in difesa dei messinesi
contro i francesi.
Specificando come premessa il fatto che la presenza
mariana si percepisce in tutto il santuario, a tal proposito volevo
sottolineare come validi ed esperti esorcisti abbiano potuto verificare la
forza del suddetto luogo nella lotta contro il demonio, volevo aggiungere inoltre che la Madonna stessa mi
ha fatto comprendere quanto sia importante e
preminente recarsi all’interno della chiesa per celebrare messa e
ricevere sacramenti prima di fermarsi
nel luogo dove io l’avverto di più.
Il posto dove sento forte la presenza mariana fa parte
ovviamente del santuario ma non è situato né all’interno della chiesa e
nemmeno dentro il vasto perimetro che delimita il sacrato ma
bensì al di fuori di esso, anche se molto vicino.
Vi sono infatti delle scalette abbastanza lunghe che
scendono via via dal sacrato verso il basso che servono a collegare il
santuario stesso con la strada sottostante; nella parte superiore delle scale,
sul lato destro per chi scende, vi è uno spazio di verde a metà tra un giardino
e una villetta notevolmente grande e ben curato, recentemente riaperto al
pubblico e di proprietà del santuario medesimo.
Scendendo le scalette che iniziano proprio dal
sacrato, dopo circa una cinquantina di metri, sulla sinistra in basso e quasi
in un angolo, vi è una incavatura sul muro, direi una nicchia di una discreta
grandezza con all’interno la statua della Madonna. La Vergine nella
scultura, sempre illuminata da una
lucettina, porta sul capo una corona di stelle, presenta le mani allargate,
aperte verso il basso e tiene schiacciato sotto il piede un serpente. E’
l’immagine della Madonna della medaglia miracolosa apparsa in Francia nel 1830
a Santa Caterina Labourè. La statua è dentro una nicchia vetrata e il vetro
stesso è protetto da una grata di ferro a forma di arco e chiusa a da un lucchetto.In alto, incise sul
marmo posto nel muro sopra la nicchia, disposte anch’esse a forma di arco, si
leggono le seguenti parole: “Venite figli sono io la Madre”. Sotto la nicchia
vi si trova un marmo di considerevole spessore che funge da base, incisa sul
quale spicca una grande M maiuscola, simbolo
di Maria. Situata proprio a fianco, di fronte per chi guarda dal sacrato, vi è
un’altra nicchia uguale a quella dove è posta la statua del Madonna, però
vuota, come mancasse qualcosa.
Il posto appare veramente suggestivo, sembra proprio
un luogo adatto ad apparizioni soprannaturali, vi sono molte fronde che
dall’alto calano sulla nicchia creando ombra e molti insetti vi si vedono
intorno. Sopra il marmo posto sotto la nicchia vi sono due vasi grandi ma con
piante ormai appassite e pianticelle o
fiori finti incastrati nella grata assieme a qualche immaginetta sacra. Vi si
trova poi tutto ciò che porto io con amore, man mano, specie in ricorrenze e
momenti particolari alla Madonna: rose
di vari colore, cuoricini di diverse dimensioni alcuni con la scritta “Ti amo”,
coroncine di rosario, angioletti.
Alcuni di essi restono, altri vengono portati via da ignoti essendo un luogo
all’aperto non controllato, altri vanno deteriorandosi col tempo. Sono tutti
oggeti legati alle grate con lacci,
spaghi o cordicelle improvvisate. Mi
son chiesto spesso il motivo per il quale un luogo , almeno per me così
importante e vitale tanto da esserci la Madonna, venga trascurato, a differenza del sacrato del santuario che
appare sempre splendido e curato. Eppure ci vorrebbe solo un po’ di buona
volontà affinchè qualche anima pia del luogo mettesse almeno un po’ d’aqua alle
piante o togliesse tutta l’erba e le foglie che giacciono per terra nel più
completo abbandono.
Se le persone che frequentano abitualmente il
santuario e non solo esse ma anche visitatori occasionali o semplici cittadini
di Messina mostrassero più interesse , se insomma sapessero e comprendessero
l’importanza di quel luogo dove vi è posta quella Madonna, io credo che
avrebbero verso di esso più cura e attenzione. Non si prega quasi mai infatti davanti
a quella statua, mai un rosario recitato lì, eppure fa parte del santuario, è
un luogo di passaggio specie per molti turisti stranieri e italiani che
transitano proprio da lì . Messina è
diventata infatti una città turistica grazie al suo porto, sbarcano enormi navi da crociera,
continuamente ed anche due alla volta con tantissima gente a bordo, ma quasi
nessuno di loro si ferma in quel luogo, continuano a salire le scale
interessate esclusivamente a raggiungere il sacrato che sta più in alto e a fotografare
e filmare il panorama che offre il santuario. Sì, forse la colpa è anche mia
che non sono stato capace di divulgare quella enorme ricchezza spirituale che
mi trasmette la Madonna da quel posto, ho tenuto troppo per me tutti i segni, i
prodigi, le rivelazioni. Ho mantenuti segreti anche i miracoli, le guarigioni, non solo quelle fisiche ma soprattutto
quelle del cuore, le guarigioni interiori che a Dio interessano di più, tutti
compiuti per intercessione di Maria e nel nome di Gesù, nome al di sopra di ogn
altro nome, che è lo stesso ieri, oggi
e in eterno. Forse non ho compreso che
persino io stesso potevo essere per gli altri una prova della sua esistenza.
Penso ad esempio agli eventi che la Madonna mi ha rivelato proprio da lì prima
che accadessero, tutte cose o situazioni che io sapevo in anticipo, ricordo per
citarne solo alcuni quando Maria mi chiese di portare lì con me due coniugi
Maurizo e Giovanna e di pregare per la loro figlia Stefania che aveva lasciato
la loro casa prendendo brutte strade preannunciandomi che Lei l’avrebbe fatta
ritornare, cosa che successe; ricordo ancora le lacrime di dolore della madre
in pena per la figlia prima e poi quelle di gioia per averla riabbracciata
dopo. La preghiera alla Madonna per la figlia fu fatta l’8 dicembre nel giorno
dell’Immacolata Concezione, e furono
proprio Maurizio e Giovanna, secondo la volontà di Maria, a deporre quel
giorno ai piedi della statua la rosa
che la Madonna desidera le venga
portata da me ogni anno, è stata la prima volta che non sono stato io a
farlo. Ricordo ancora con vivida
emozione quando sempre Lei mi rivelò
prima che accadesse la guarigione di Francesca, una ragazza con la benda su un
occhio già compromesso che rischiava di perdere completamente la vista avendo
ereditato dalla madre Caterina, diventata a sua volta non vedente, la stessa
malattia. Si trattava di un male che colpiva gli occhi, incurabile per la
medicina e che l’avrebbe portata progressivamente alla cecità come la madre. E poi mi torna in mente ancora il
ricordo quella volta in cui Maria mi disse da quel posto che avrei vinto gli
attacchi di panico che per un decennio mi impedivano di uscire da casa e che ci
sarei riuscito senza cura farmacologica ma con l’aiuto del Padre Celeste, o
quando mi spiegò che la mia detenzione carceraria durata quasi due anni doveva
avvenire nella città di Enna, proprio in quella città dove io avevo ambientato
il mio libro “Il vecchio e la ragazza”, libro ispirato e scritto sotto
dettatura dal male, composto in un periodo buio della mia vita in cui ero
schiavo del diavolo, libro che oggi, rileggendolo, capisco di non averlo
scritto volontariamente, la mia ispirazione artistica infatti risultava
condizionata ed inquinata. Ricordo, anche se è una situazione molto leggera, ma
l’amore di Dio lo si può trovare sia nelle grandi cose come nelle piccole,
quando Maria mi fece capire che Gesù mi
avrebbe consentito come regalo la possibiltà di vedere dal vivo il mio cantante
preferito Alan Sorrenti, un mio idolo che ha accompagnato i miei ricordi facendo da colonna sonora di tutta la mia
vita sin da ragazzino poco più che adolescente, l’avrei visto finalmente dal
vivo a Viagrande in provincia di Catania, non vi posso dire l’emozione e i
segni piovuti dal cielo in quel gorno
così speciale per me. Sono questi narrati, tutti avvenimenti che io ho saputo
prima del tempo quando non potevo prevederlo.
Sono comunque tanti i segni che Maria mi ha dato da
quel posto dove io continuo a recarmi spessissimo ,specie quando mi sento solo
non avendo nessuno; ci vado per parlare, confidarmi ed essere ascoltato, per
pregare, a volte recitando il rosario o
dicendo la Coroncina alla Divina Misericordia. Sto con Lei come si fa con una
madre dolcissima ed affettuosa che non si stanca mai di starmi vicino e di proteggermi
contro le insidie del male. La vicinanza della Madonna come quella di Dio o il
sostegno della fede non garantiscono una vita senza problemi, dolori o
difficoltà, non ti evitano gli attacchi del diavolo che anzi risulteranno
essere maggiori man mano che si cresce nella fede ma ti aiutano ad affrontarli
meglio con più serenità e consapevolezza di potercela fare perché sorretti
dall’aiuto di Dio che è sempre con te.
Spesso si trova la chiave per risolverli in quanto guidati dallo Spirito Santo
che apre la mente ed indica la strada rivelandosi è il più grande geniale
maestro di tutti i tempi, donandoti una
sapienza che non è di questo mondo ma che viene dall’alto. Non è per niente
facile comunque parlare di ciò che mi accade riguardo la Madonna. Per me è
destino dovermi tenere tutto dentro senza mai avere avuto la gioia di poterlo
condividere con gli altri se non, come sto facendo ora, attaverso il talento che Dio mi ha donato
sin da piccolo: la scrittura; non mi è stata mai data, infatti, la possibilità
o l’opportunità di farlo. Per questo motivo ho lasciato la chiesa evangelica
nella quale mi trovavo bene tutto sommato, mi piaceva il loro modo di pregare e
di rapportarsi a Dio. Rientro in quella cattolica e mi rendo conto che il
problema è sostanzialmente lo stesso anche se per motivi diversi, per prudenza
o altro, non so. Si continua a considerare Maria come una creatura lontana ed
inaccessibile, direi inavvicinabile, appartenente a chissà quale altro mondo lontano mille anni luce da noi
terrestri, con la quale si può entrare a contatto solo dopo la
morte . Ma non si comprende invece che non
c’è nulla di più normale che comunicare
con Lei anche senza avere il dono della veggenza ma semplicemente
sentendone la presenza; siamo divisi solo dal corpo, lei vive in dimensione
spirituale, noi in quella fisica ma siamo spiriti entrambi, fatti della stessa
essenza e creati per lo stesso destino da un unico Padre, del resto anche lei
era come noi quando era nella vita terrena.
Tutto sembra complicato, impossibile,
privilegio solo di pochi eletti. Ma io sono forse un eletto? Eppure la
sento, basta aprire il cuore e gli occhi dello spirito. Esiste una sola verità
affinchè ciò possa accadere come
continua a succedere a me: tornare puri come bambini e credere, e la
madre di Gesù si farà trovare.
Ho lasciato con dispiacere il Rinnovamento nello
Spirito sia perché, come nella chiesa protestante, non mi è stato permesso di
testimoniare, paradossalmente non l’ho potuto fare nemmeno trovandomi in chiese
cattoliche che portano nomi mariani.
Quindi non appartengo più a nessun gruppo o comunità di preghiera, frequento la chiesa cattolica dello Spirito Santo,
sono in mezzo alle suore e sto bene, prendo la comunione ogni domenica perchè
ritengo assolutamente indispensabile e vitale nutrire lo spirito col sangue e
corpo di Cristo. Poi, per il resto, vado dove mi porta il cuore, sono occasionalmente di tutte le parrocche e
di nessuna, senza poter contare sull’aiuto spirituale di nessuno, eppure
perfino i santi hanno avuto bisogno di
un sacerdote che gli facesse da guida spirituale, ma io no, destino per me
andare avanti da solo in ogni campo
della vita, compreso quello della fede, totalmente da solo, affidandomi
unicamente alle preghiere e al dialogo continuo con Dio, che non è poco. Ascoltando il cuore, seguendo La Parola di
Dio ma evitando scontri verbali di interpretazioni nella lettura che hanno
diviso la chiesa cristiana, io faccio una cosa importantissima e basilare: analizzare
costantemente la mia condizione spirituale con molta attenzione, verificarla e
rimetterla in discussione se è il caso quando
penso di sbagliare, restando sempre umile e ascoltando la voce del cuore, che quando riesce a rimanere puro ed incontaminato, non mente
e non sbaglia mai. Fuggire il peccato e mettere Dio al primo posto e al
di sopra di tutto nella propria vita , solo in questo modo si cresce nella fede, ed
io sono cresciuto davvero
tantissimo con ancora ampi margini di miglioramento se continuerò su
questa strada. Con gli occhi limpidi, una freschezza interiore e la pace nel
cuore ho imparato a guardare lontano,
anche a ciò che esiste ma non si vede,
cogliendo i segni del cielo anche i più piccoli ed impercettibili, fidandomi incondizionatamente di Dio. Ed
ogni volta che commetto anche il
più piccolo errore, corro subito
a confessarmi per ritrovare tramite il sacerdote l’abbraccio misericordioso del
Padre.
In conclusione, tornando a quel luogo dove sento la presenza di Maria, mi chiedo cosa sarebbe giusto fare. Confesso che
istintivamente vorrei correre subito dal parroco della chiesa di Montalto per raccontargli ogni cosa con
sincerità e aprendomi completamente,
poi vorrei anche pregarlo di
valorizzare quel posto così importante per la Madonna, per me e per tutti: ma
mi ascolterà? Sarò creduto?
“Non pretendo di essere creduto
ma
semplicemente ascoltato”
CLAUDIO CISCO
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LA MIA
MISSIONE
Il Padre Celeste mi ha
affidato una missione da compiere in questa vita terrena: pregare per gli altri
con umiltà e fede, lasciandomi guidare dal cuore che è la sorgente dell’amore e
della verità. Io la porterò a compimento, anche perchè ho sperimentato che è
bellissimo e gratificante farlo come tutto ciò che realizzi per Dio e che c’è
più gioia nel pregare per gli altri, prima che per se stessi. Sono certo che
l’Eterno mi ricompenserà donandomi ciò che Gesù mi ha promesso e che aspetto da
sempre: una compagna per amare ed essere amato, scelta da Cristo stesso per me
e piovuta dal cielo. Negli occhi di lei, vedrò riflessi tutto l’amore e la
tenerezza che Dio ha per me. Anche se
un amore terreno, si rivelerà bello e importante ugualmente perché sarà una
preziosa scintilla dell’infinita luce divina.
IN PUNTO DI MORTE
Separato dal mio corpo, come sospeso nell’aria, vigile e cosciente senza però poter comunicare con esseri umani, vedo dall’alto il mio involucro di carne, esanime, quasi abbandonato, circondato da medici, e mi fa quasi pena osservarlo: Come ho potuto sopportare di essere imprigionato dentro quel corpo debole come straccio, limitando tutta la mia immensa potenzialità spirituale? Eppure al tempo stesso comprendo, pur non avendo la benchè minima voglia di rientrare dentro quel guscio, che fin quando ero all’interno, esso aveva la stessa importanza d’un cofanetto, contenente una collana preziosa di inestimabile valore. La collana infatti, è importante quanto il cofanetto perché è contenuta dentro, e se si perde il cofanetto, si smarrisce anche la collana. Ma una volta che la si tira fuori, il suo contenitore non serve più. Così è il corpo umano
fin quando un essere creato da Dio vive in esso, è tempio dello Spirito Santo, prezioso quanto l’anima. La sensazione che avverto, riferendomi alla visione di quello che era il mio corpo fisico, è quella di essermi tolto di dosso un abito, un po’ come la tuta spaziale, che è fatta solo per permettere all’astronauta di vagare nello spazio, ma non è la sua vera pelle, solo un adattamento all’ambiente. E’ davvero piacevole e surreale quello che mi sta succedendo; la cosa più bella è che non avverto più dolori, sofferenze, esigenze fisiche e mi trovo in uno stato di profondo benessere, slegato da tutto ciò che è materia. Contemporaneamente rivedo come in dimensione tridimensionale, scorrere il film di tutta la mia vita, dalla nascita sino ad ora, ma con occhi di verità e giustizia, come se io fossi spettatore e giudice di me stesso, soffrendo per gli errori commessi e provando gioia per quanto fatto di buono. E’ sorprendente come tutto sia stato accuratamente registrato, anche la più impercettibile parola, ed io ora posso ascoltare ogni dialogo e ogni discorso come fossero amplificati. Posso rivedere tutto: situazioni, immagini, persone care. Da questa incredibile visione, mi rendo conto di essere da sempre seguito con minuziosa attenzione, e direi con amorevole cura; nella vita non si è mai soli, anche quando lo si crede, ed io ora lo so. Poi, d’improvviso, mi sento chiamare, ma solo col pensiero, senza udire una voce specifica; sono tranquillo, capisco di essere in buone mani, di potermi fidare. Vengo trasportato da una forsa sconosciuta ed amica, lascio la camera dell’ospedale ed entro in un tunnel, che solo all’inizio mi procura una leggera paura, poi, intravedo l’uscita, ritorno sereno e curioso. Una volta fuori, vedo luce, luce, e ancora luce. Sento amore, amore, e ancora amore. Mi sento amato. Sono immerso in una condizione di pura libertà, avverto pace ed un senso di immortalità. Vi è una frase nel Vangelo, che io sento forte in me perché rispecchia perfettamente quello che provo. Sono le parole che Gesù disse sulla croce prima di morire: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito!”. Ora io comprendo più che mai, che il mio spirito è nelle mani di Dio. Ma lo era anche quando vivevo nel corpo, sulla terra, solo che non ne intuivo la profondità e il vero significato. La vita, sia quella fisica, sia quella spirituale, è tutta un miracolo, se l’uomo potesse finalmente rendersene conto! I meravigliosi colori che vedo sono talmente belli che non si possono descrivere, ma sono colori diversi da quelli terrestri. Così come i suoni e i canti che odo. Vedo ma non con gli occhi, sento ma non con le orecchie, comunico con il Padre ma non con la voce: L’amore è troppo forte per poterlo quantificare, la libertà troppo sconfinata per poter scorgere orizzonti, tutto sa di eternità. E’ un luogo senza fine, sa di cielo.
So che saranno molti quelli che non mi crederanno, ma sono sereno ugualmente, so che ci arriveranno anche loro.
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L’ULTIMA SPERANZA
Arrivare a 56 anni e rendersi conto, con una
lacrima agli occhi, di non essere mai realmente cresciuto. E’ come se l’anima
si rifiutasse di allinerasi con il lento declino del corpo. Sento lo spirito
crescere impetuosamente fortificandosi progressivamente fino a sembrare
scollegato dalla materia. Mi nasce dentro una serenità appagante che rimette in
discussione il mio io spingendomi ad analizzare tutta quanta la mia vita,
distesa su una prospettiva ad ampio raggio. E’ molto dolce guardare il mio
passato con gli occhi nuovi di adesso. Uno sguardo che si connette prima con
l’infanzia, con i suoi teneri giochi, le mitiche fiabe, la disarmante
ingenuità. Poi si apre all’adolescenza con le sue infinite paure, l’eterno
conflitto tra il desiderio di crescere ed evadere e la voglia di rimanere
bambino. E con quella età lontana, mi sembra quasi di rivivere l’emozione per
l’innocenza del mio primo bacio, le mattinate passate a scuola con i miei
compagni, le uscite spensierate con gli amici, e con esse quella illusoria
certezza di sentirmi eterno, di considerarmi eroe con un futuro davanti tutto
da vivere. I miei pensieri ormai del tutto invasi di ricordi, improvvisamente
focalizzano la mia attenzione sull’immagine della ragazza che è stata il mio
primo vero amore, zoommando sui lineamenti bambineschi del suo viso: Quante
promesse non mantenute! Quanti sogni e speranze naufragate! Dolci ricordi e
tristi rimpianti si fondono insieme, in una danza simile più ad un rito di
morte che ad una sinfonia di rimembranze. Questo suggestivo viaggio con la
mente si sofferma adesso sulla figura di mia madre, ricordo sempre vivido; una
donna attaccata morbosamente a me, ma d’un amore sincero, grande, direi
esclusivo nei miei confronti. Un sentimento tanto forte da non averlo potuto
avere da nessun’altra persona nel corso di tutta la mia vita. Anche mio padre
si insinua nei miei pensieri, buffo e strano come non mai: quante cose avrei
voluto chiedergli senza mai aver avuto il coraggio di farlo! E ancora ecco
spuntare le mie due sorelle molto più grandi di me, forse avrei potuto aprirmi,
dare loro di più. Con un sussulto inaspettato che scuote la mia anima, giungo
col pensiero in quell’età importante dove si compiono le scelte che contano
nella vita e che condizionano l’intera esistenza, mi riferisco alla famiglia da
creare e al lavoro da svolgere. Proprio lì, in quel periodo fondamentale, io
vedo tanto buio, buio fitto e nient’altro! Ansie, inibizioni, paure immotivate,
errori continui, un’arresa senza reagire. Come vorrei in questo momento che una
fantasiosa macchina del tempo mi rapisse e mi trasportasse con sé, proprio in
quegli anni difficili della mia vita, così sofferti! Sicuramente sarei in grado
di rimediare, guidato dalla maturità spirituale del mio presente. Ma non c’è
mai il tempo di trovare il tempo per fermare il tempo! Ma forse tutto è
destino, era scritto che dovevo comportarmi esattamente in quel modo perché la
sofferenza genera sensibilità, e la sensibilità produce arte. Penso che non
sarei mai diventato scrittore o poeta senza mai aver sperimentato inquietudine
e tormento. Forse essere rimasto completamente solo era previsto come se io
stesso fossi un predestinato. Riprendono ancora i miei pensieri a volare sulle
ali della creatività che è in me e comprendo
di non aver mai trovato una mia collocazione in questa vita, forse
perché vivo da sempre sospeso tra cielo e terra, anzi molto più proiettato
nell’altra vita che in quella terrena. E’ mancata anche, quella donna che da
sempre avrei voluto con me, verso la quale indirizzare tutta la ricchezza di
sentimenti, chiusa a chiave nello scrigno del mio cuore, e sentire poi la sua
anima respirare unita alla mia. Non ho mai sperimentato la grande gioia di
veder nascere una piccola creatura, dono di Dio e più bel regalo che la vita
possa offrire, e poi vederla crescere man mano e sentirmi chiamare papà. Ed
ora, dopo che questo tempo è trascorso velocissimo piombandomi addosso come un
ciclone, senza che io stesso me ne rendessi conto, senza nemmeno avermi dato il
tempo di riflettere e di piangere, io sono qui davanti ad uno specchio, al
quale non posso più fingere. Cristallizzato nei pensieri, in quest’età più vicina al crepuscolo
dell’esistenza che all’alba di nuove prospettive, affido alla fede nel mio
Signore l’ultima speranza che, con la Sua presenza, non è più convivenza col
malessere di notti insonni senza risposte, ma apertura verso nuovi orizzonti,
certi di eternità.
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LA VITA E L’AMORE
La vita umana, perennemente sospesa tra mistero e fede,
sempre in bilico ed appesa ad un filo, non è altro che una corsa inconsapevole
verso la morte, lungo un affascinante e doloroso percorso di crescita, scandito
da vivide emozioni e nebulose paure. La zingara fortuna ne condizionerà la
sorte.
L’amore, come infinite doglie che sperano in un parto,
altro non è che la continua ricerca di noi stessi nell’altro sesso, adolescente
desiderio d’una attesa senza fine che non troverà mai appagamento e
realizzazione. L’uomo come la donna, nasce,cresce e muore solo.
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DI NOTTE, IN UN CIMITERO DESERTO, MI
PARLA UNO GNOMO…
“Ascolta…solitario
mortale fantasma, appaio solo ogni mille anni per volere del nulla, venendo da
notti antiche. Prediligo i silenzi di luoghi insoliti e le solitudini di anime
sconosciute a sè stesse. Ora anche tu sai che mille anni sono come un batter di
ciglia e in questa fugace notte tu sei per non essere mai più.”
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LA MIA TOMBA
Oggi sono felice:
si è avverato un sogno! Mi sono fatto
una tomba tutta mia, col mio nome e cognome, la mia data di nascita, tranne
quella di morte, ovviamente. C’è la mia foto scelta da me stesso, di quand’ero
ragazzo. Ho inserito una mia frase molto significativa e ho scritto che sono
scrittore e poeta. Ho messo inoltre tante statuine di angioletti, oltre ad una
di Gesù risorto e della Madonna. Così lascio qualcosa di me ai posteri, oltre
ai miei libri. Vado spessissimo a visitarla e porto solo fiori finti,
immaginando con curiosità cosa potrà provare quel passante occasionale che
transiterà da qui, più avanti nel tempo quando io avrò lasciato questa terra.
Questo mio sogno un po’ strano ha le sue origini nella mia adolescenza, quando,
attratto dai cimiteri e da tutto ciò che è sepolcrale, andavo a trovare la
tomba di Marietta. Ma ora che ho fede, ho chiesto perdono a Dio e a lei stessa
per averla sentita così forte, come fosse parte di me, fino a dedicarle un
libro e 3 poesie. Ho promesso ad entrambi di non recarmi mai più sulla lapide
di Marietta e di pregare ogni tanto per la sua anima. Ormai esiste solo la mia
tomba!
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LA LEGGE DEL SERPENTE
“Amatevi, gente
del mondo intero, amatevi sempre ed in qualunque modo; l’amore, qualsiasi forma
assuma, è sempre benedetto ed è sinonimo di felicità. Non bisogna mai aver
paura di amare ma di odiare. Credete nell’amore universale, quello vero,
incondizionato che non ha sesso né differenze d’età. E’ questa la vera libertà
da difendere a tutti i costi e non esiste cosa più bella al mondo di sentirsi
veramente liberi di amare chiunque: maschi con maschi, donne con donne, vecchi
con giovani, ciascuno libero di tirare fuori la propria sessualità con le sue
forme, inclinazioni e gusti. Un rapporto affettivo anche al di fuori del
matrimonio che in fondo è solo un contratto che non può legare o sostituire un
sogno. Non esiste ciò che chiamano <<perversione sessuale>>, è un
inganno inventato dai falsi moralisti e soprattutto dalla chiesa che giudica
senza conoscere l’amore fisico, un artificio creato per anestetizzare le
coscienze e neutralizzate l’istinto sessuale che invece è un meraviglioso dono
che la natura ha regalato agli uomini, non solo per procreare: un piacere
naturale che annulla il dolore e attenua lo stress psicofisico. L’unica
devianza sessuale semmai è la castità, non vi è infatti nessun motivo per
praticarla restando puri, lasciamola ai preti e alla suore, contenti loro!
In fondo se due esseri umani si amano o fanno sesso
consapevolmente e volontariamente, che male fanno? Dov’è il peccato? Che
bigottismo parlare di fornicazione, sostenere con presunzione di verità e senza
alcuna prova o fondamento che l’arte erotica è demoniaca, procurando così
assurdi sensi di colpa, tabù, complessi, frustrazioni e a volte persino impotenza
o frigidità. Perché tornare indietro al Medioevo, alla caccia alle streghe, a
bruciare nel rogo o a lapidare, secondo antiche tradizioni contenute in delle
scritture definite sacre dagli uomini, scritte da loro stessi ed attribuite a
Dio? Gli esseri umani per trovare uno scopo alla propria esistenza e per
vincere ancestrali paure hanno creato Dio e non viceversa. Evviva quindi i
matrimoni gay e le unioni civili, simboli di emancipazione e di civiltà, del
resto si può essere credenti e praticare l’omosessualità, le due cose non sono
incompatibili, l’amore non può essere colpevolizzato perché è “amore”, la
parola più importante che esista. Se un uomo sente di sposare un altro uomo ed
è felice così, perché non concretizzare questo desiderio? Lo Stato dovrebbe
mantenersi laico rispettando anche chi eventualmente non crede e si professa
ateo, non si può imporre a nessuno di avere fede seguendo le regole della
chiesa. E poi ognuno è diverso da un altro, è unico, con i suoi propri gusti.
La diversità è un valore da tutelare e difendere, è una vera ricchezza perché
rende la vita più varia e colorata, meno scontata e massificante. La nostra
esistenza è così breve, la morte arriverà prima di quanto ci si aspetti,
annientando definitivamente tutto. Allora perché non vivere intensamente anche
la propria sessualita?”
Così ragiona e parla il diavolo, il più grande,
intelligente, furbo, abile mistificatore, menzognero di tutti i tempi. E’
proprio lui il più grande credente perché sa bene dell’esistenza di Dio e conosce
a memoria le Sacre Scritture
manipolandole nelle menti degli uomini secondo il proprio interesse, usando
come pretesto una falsa libertà capace di renderci inconsapevolmente gli ultimi degli schiavi. Una
libertà lontanissima mille anni luce dalla libertà autentica che porta pace nel
cuore. Quella libertà pura perche
preziosa che ci fa sentire figli di Dio, creati per amare ed essere amati ma
d’un amore vero che viene dal Padre e che è dono di sé. Ma soprattutto un modo
di essere liberi che scaturisce dall’osservanza della Sua Parola e che risulta
conforme alla Sua volontà.
ELEMENTARE
SAGGIO SULLE DEVIANZE SESSUALI
Premetto di
non essere un sessuologo né uno psicanalista, non sono neanche laureato,
quindi, non avrei nessun titolo o qualifica per potermi esprimere. Non mi
ritengo neppure un saggista per crearmi eventualmente un alibi. Ciò non mi
impedisce però, di scrivere con sincerità e nella massima umiltà, il mio
pensiero. Lungi da me l’idea di voler imporre verità o dogmi, o di ergermi a giudice.
Sono piuttosto spinto, come sempre del resto, dalla mia creatività
irrefrenabile, che ormai reclama spazi in qualunque direzione o competenza. Non
ho pretese di nessun tipo, tento solo di tirare fuori la mia idea in merito,
ciascuno è libero di condividerla o meno. Il tema che sto per trattare è
delicato, è riguarda nello specifico le inclinazioni sessuali, fuori dalla
norma. Non mi riferisco alle “perversioni sessuali” (sadismo, masochismo,
feticismo, scambismo ecc…); suddette patologie richiederebbero infatti
un’attenzione particolare vista la loro stretta correlazione con i demoni
d’impurità. Ma piuttosto prendo in
considerazione quelle inclinazioni sessuali assai diffuse e che coinvolgono
parecchi soggetti (omosessuali, pedofili, gerontofili). Io ne parlo per
esperienza e per conoscenza diretta, e non, lo sottolineo ancora, per
preparazione scientifica. Comincio col dirvi che la radice, almeno all’inizio,
non è diabolica, cioè i demoni d’impurità non sono la causa che spinge l’uomo
verso l’uomo, la donna verso la donna, il giovane verso il vecchio, l’adulto
sull’adolescente o il bambino. Ma allora perché esistono questi gusti
particolari? Cercherò di spiegarlo in maniera semplice, direi elementare.
L’uomo è stato creato da Dio a sua immagine e somiglianza e il suo spirito ha
in sé l’essenza dell’immortalità. Ma, per adattarsi a questa valle di lacrime
che è la terra, è costretto a chiudere la sua spiritualità dentro un involucro
di carne che è la materia. Quindi la fisicità corporea è soggetta ad imperfezioni
e difetti. Dio ha creato il corpo umano con minuziosa attenzione, ogni organo
ha la sua specifica funzione, una vera opera d’arte. Ma la natura umana, in
quanto fragile, può sin dalla nascita essere guastata. Così c’è chi nasce con
un lieve difetto, chi con un altro più accentuato, chi, per fortuna, nasce
sano, ed è la maggioranza. Non voglio essere frainteso. Sgombro subito il campo
dall’idea che chi ha orientamenti sessuali non conformi alla norma, sia secondo
me, malato o patologico. Non si tratta di una malattia fisica, il soggetto
deviato è sano come tutti. Il problema è genetico, nasce con la venuta al
mondo, cioè omosessuali, pedofili, gerontofili si nasce e non ci si diventa e,
al 99 per cento dei casi, ci si rimani fino alla morte. Ma cercherò di essere
più chiaro, permettetemi però di farvi un esempio tanto banale, quanto
efficace. Immaginate una autovettura che esce dalla fabbrica con i fari
obliqui, orientati in maniera direi schizofrenica, in varie direzioni. La
macchina è perfettamene funzionante, basta girare la chiave e si mette in moto.
Solo che il guidatore, senza avere colpa, vedrà illuminate determinate visuali,
mentre le altre rimarranno buie. Questa situazione è la stessa che accade a chi
ha una devianza sessuale. La sfera relativa all’istinto sessuale del soggetto,
che fisicamente è perfettamente sano come la macchina, è orientata
esclusivamente verso persone dello stesso sesso o di età differente a secondo
dell’inclinazione. Cioè nella mente del soggetto deviato, il gusto sessuale va
esclusivamente verso l’oggetto desiderato, escludendo qualunque altro, proprio
come il faro che illumina una zona e lascia buia un’altra. La cosa grave
consiste nel fatto che l’intensità sessuale del deviato non è simile a quella
che scatta tra uomo e donna, ma molto più forte, a volte perfino
incontrollabile. Ora, se il corpo umano fosse una macchina, basterebbe andare
dall’elettrauto per risolvere il problema. Purtroppo non è così per l’essere
umano che è molto più complsso. E’ chiaro che i soggetti che nascono così,
saranno i primi ad essere attaccati dai demoni d’impurità che, svolgendo il
loro compito specifico, li spingono a non credere in Dio, ad allontanarsi dalla
chiesa, ad accettarsi per come sono quasi con orgoglio, a non seguire la Parola
di Dio che santifica solo l’amore tra uomo e donna, coronandolo con la procreazione. Senza l’aiuto di Dio e senza
la presenza dello Spirito Santo, per i demoni sarà vittoria. Io lo so che dal
punto di vista legale non si possono mettere sullo stesso piano omosessualità e
pedofilia ma la radice è uguale, cambia solo la direzione del faro, per tornare
alla macchina. Il soggetto deviato è talmente affascinato dall’oggetto
desiderato, da giustificarne perfino di esserne innamorato, considerandolo
normale, perché qualunque cosa piaccia assai, uno se ne innamora. Questa è la
folle logica di chi reputa normale ciò che non lo è né per Dio né per la
natura. Del resto basta guardare l’anatomia dell’uomo e della donna per
comprendere che sono stati creati per stare insieme. Auguro di cuore a tutti
questi soggetti di pregare moltissimo e di mettere le proprie vite nelle mani
di Dio che li ama tantissimo e sa bene i loro problemi. Sarà Lui a guidare la
vostra vita anche se non avverrà il miracolo.
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ALTI E BASSI
Nella pace di questa sera attendo la tempesta.
Nella pace di questa sera attendo la tempesta.

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