Nico!
Ti ricordo ancora
avevi dodici anni, la mia
stessa età
solo qualche giorno in meno.
Nico!
Sei nella memoria coi tuoi
occhi scuri
una bocca grande ma con pochi
denti
ti facevo il verso
non te la prendevi.
Nico!
Eri sempre con le brache
corte
e le gambe viola
per il grande freddo.
Nico!
Ma com’eri buffo
con quel cappellino con il
paraorecchie
una grossa sciarpa fatta da
tua mamma
come ci tenevi.
Nico!
Il compito in classe
lo copiavi sempre da me
eri furbo
non so come facevi.
Nico!
Insieme sulle piante
a buttar giù palle di neve
alle barbagianne, le
ragazzine con gli occhiali
quelle proprio racchie.
Nico!
Non ti ricordi le mele
rubate insieme e mangiate di
nascosto
in quel mercato rionale?
E le domeniche d’agosto?
correvamo per le strade
deserte
c’eravamo solo noi
chissà cosa volevamo dalla
nostra vita!
Nico!
Eri il mio migliore amico
un giorno mi dicesti:
“Se fossi nato femmina ti
amerei”.
Quel giorno al doposcuola
ci presero un po’in giro
avevano scoperto
i nostri giochi strani.
Non mi vergognavo di volerti
bene, di prenderti per mano,
di regalarti il mio affetto
quello che riuscivo a darti,
quello che potevo darti.
Nico!
Ma tu adesso cosa fai?
chissà se ti sei sposato, se
hai dei figli
se pensi ancora a noi.
Com’era bello uscire da
scuola!
e col sole o con la neve
tornare a casa
insieme.


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