lunedì 4 maggio 2020

NICO




 Nico!

Ti ricordo ancora

avevi dodici anni, la mia stessa età

solo qualche giorno in meno.

Nico!

Sei nella memoria coi tuoi occhi scuri

una bocca grande ma con pochi denti

ti facevo il verso

non te la prendevi.

Nico!

Eri sempre con le brache corte

e le gambe viola

per il grande freddo.

Nico!

Ma com’eri buffo

con quel cappellino con il paraorecchie

una grossa sciarpa fatta da tua mamma

come ci tenevi.

Nico!

Il compito in classe

lo copiavi sempre da me

eri furbo

non so come facevi.

Nico!

Insieme sulle piante

a buttar giù palle di neve

alle barbagianne, le ragazzine con gli occhiali

quelle proprio racchie.

Nico!

Non ti ricordi le mele

rubate insieme e mangiate di nascosto

in quel mercato rionale?

E le domeniche d’agosto?

correvamo per le strade deserte

c’eravamo solo noi

chissà cosa volevamo dalla nostra vita!

Nico!

Eri il mio migliore amico

un giorno mi dicesti:

“Se fossi nato femmina ti amerei”.

Quel giorno al doposcuola

ci presero un po’in giro

avevano scoperto

i nostri giochi strani.

Non mi vergognavo di volerti bene, di prenderti per mano,

di regalarti il mio affetto

quello che riuscivo a darti,

quello che potevo darti.

Nico!

Ma tu adesso cosa fai?

chissà se ti sei sposato, se hai dei figli

se pensi ancora a noi.

Com’era bello uscire da scuola!

e col sole o con la neve

tornare a casa

insieme.

Nico!

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