IL
GIARDINO INCANTATO
La bimba dagli occhi assonnati
e con indosso un pigiama bianco,
come sonnambula entra nel giardino incantato
e vede cose mai viste:
statue di cera ed animali parlanti
creature fiabesche e divertenti folletti.
Strane piante ora la spiano
alberi fioriti sussurrano la primavera.
Mille lucciole danzano a festa
bellissima fate muovono bacchette magiche a ritmo di musica
fanciulli fantasmi giocano a girotondo tenendosi per mano.
In fondo a quel giardino fatato
come fosse un regalo per lei
la bimba osserva stupita una vecchia sedia a dondolo.
Si siede felice
chiude i suoi occhietti
e ogni cosa scompare.
TU BAMBINA
Tu bambina, tu semplicità,
tu gioia e serenità, tu
l’infinita innocenza.
Tu che vivi felice i giorni
della tua giovinezza,
tu che ti affacci con paura
alla tua adolescenza.
Dai tuoi occhi traspare
ancora
la magia di un mondo che sa
di fantasia
e chissà se il tuo piccolo
cuoricino
riuscirà ad esprimere ciò che
sente dentro.
È sbocciato adesso un amore
e forse stai provando
qualcosa che non hai mai provato prima,
sarà per te il primo dolore
ma sarà dolce lo stesso come
il succo d’una caramella,
e le prime lacrime
avranno ancora lo splendore
della tua innocenza.
I tuoi pensieri sono di amori
fugaci,
i tuoi giochi tenere
primavere
e tu ora dondoli spensierata
nell’altalena dei tuoi desideri
come quando stringevi la tua
bambola
che hai perso ormai.
Dipingerai di sogno i tuoi
giorni,
colorerai d’arcobaleno
persino i tuoi disegni
e li annoterai dolcemente nel
tuo caro diario.
Vorrei regalarti una vetrina
e riempirla dei tuoi sentimenti
così chiunque, sostando lì,
scoprirebbe la ricchezza che
hai dentro.
Crescerai in fretta e non mi
vedrai più con gli occhi di bambina
so che ti perderò per sempre.
Mille ed infinite parole non
bastano a descriverti,
mille ed infinite poesie
non potranno farti capire
quanto sei importante
ma quello che provi dentro
non crescerà mai,
servirà a farmi rivivere
ricordi di adolescenze perdute.
Con te bambina
correremo insieme e voleremo
via lontano
verso nuovi orizzonti,
lì, resteremo per sempre
anche se dovrò dirti mille ed
infinite volte: “Tu bambina”.
LA FINE DELLA CICOGNA
Un serpente velenoso
s’insinua vischioso nel mio
giardino d’infanzia,
due mani sporche di fango,
maliziosamente,
rubano al mio impubere corpo
l’innocenza.
Sui miei occhi appena aperti
calano inesorabili ombre
senza più luce.
I sorrisi ingenui delle fate
divengono tentacoli della
paura.
Muore sbocciando quel fiore
reciso
che non crescerà più.
Mi hanno ucciso la cicogna
e con lei anche Gesù Bambino.



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