lunedì 4 maggio 2020

POESIE DI CLAUDIO CISCO

            IL GIARDINO INCANTATO

La bimba dagli occhi assonnati
e con indosso un pigiama bianco,
come sonnambula entra nel giardino incantato
e vede cose mai viste:
statue di cera ed animali parlanti
creature fiabesche e divertenti folletti.
Strane piante ora la spiano
alberi fioriti sussurrano la primavera.
Mille lucciole danzano a festa
bellissima fate muovono bacchette magiche a ritmo di musica
fanciulli fantasmi giocano a girotondo tenendosi per mano.
In fondo a quel giardino fatato
come fosse un regalo per lei
la bimba osserva stupita una vecchia sedia a dondolo.
Si siede felice
chiude i suoi occhietti
e ogni cosa scompare.







TU BAMBINA

Tu bambina, tu semplicità,

tu gioia e serenità, tu l’infinita innocenza.

Tu che vivi felice i giorni della tua giovinezza,

tu che ti affacci con paura alla tua adolescenza.

Dai tuoi occhi traspare ancora

la magia di un mondo che sa di fantasia

e chissà se il tuo piccolo cuoricino

riuscirà ad esprimere ciò che sente dentro.

È sbocciato adesso un amore

e forse stai provando qualcosa che non hai mai provato prima,

sarà per te il primo dolore

ma sarà dolce lo stesso come il succo d’una caramella,

e le prime lacrime

avranno ancora lo splendore della tua innocenza.

I tuoi pensieri sono di amori fugaci,

i tuoi giochi tenere primavere

e tu ora dondoli spensierata nell’altalena dei tuoi desideri

come quando stringevi la tua bambola

che hai perso ormai.

Dipingerai di sogno i tuoi giorni,

colorerai d’arcobaleno persino i tuoi disegni

e li annoterai dolcemente nel tuo caro diario.

Vorrei regalarti una vetrina e riempirla dei tuoi sentimenti

così chiunque, sostando lì,

scoprirebbe la ricchezza che hai dentro.

Crescerai in fretta e non mi vedrai più con gli occhi di bambina

so che ti perderò per sempre.

Mille ed infinite parole non bastano a descriverti,

mille ed infinite poesie

non potranno farti capire quanto sei importante

ma quello che provi dentro non crescerà mai,

servirà a farmi rivivere ricordi di adolescenze perdute.

Con te bambina

correremo insieme e voleremo via lontano

verso nuovi orizzonti,

lì, resteremo per sempre

anche se dovrò dirti mille ed infinite volte: “Tu bambina”.








LA FINE DELLA CICOGNA


Un serpente velenoso

s’insinua vischioso nel mio giardino d’infanzia,

due mani sporche di fango,

maliziosamente,

rubano al mio impubere corpo l’innocenza.

Sui miei occhi appena aperti

calano inesorabili ombre senza più luce.

I sorrisi ingenui delle fate

divengono tentacoli della paura.

Muore sbocciando quel fiore reciso

che non crescerà più.

Mi hanno ucciso la cicogna

e con lei anche Gesù Bambino.







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