IL SILENZIO NEL SILENZIO
Erba appena bagnata sulla
livida terra,
odore di pioggia da poco
caduta
trasporta nell’aria bollicine
di sogni
in questo autunno che scorre
lento...
Silenti alberi ammutoliti e
spogliati
attendono stanchi giovani
foglie,
con la nuova stagione
arriveranno
in questo autunno che respira
lento...
Un colore giallognolo
suggestivo e irreale
avvolge ogni cosa di magico
incanto,
sfumature di anime invocano
il sole
in questo autunno che
sbadiglia lento...
Piante e animali stanno
dormendo,
la natura è un fantasma che
si aggira ramingo,
persino le pietre chiudono
gli occhi arrossati
in questo autunno che dorme
lento...
Non si avvertono rumori, non
si odono lamenti
non c’è più linfa, è
sottratta ogni energia
domina il nulla immobile e
statico
in questo autunno che tace
lento...
Una coltre di nebbia come una
nuvola
disegna il paesaggio di
malinconica assenza,
una sottile tristezza scende
sul cuore
in questo autunno che muore
lento...
E in questo bosco solitario e
sperduto
dove anche il vento non ha la
forza di soffiare,
io perdo me stesso ed i miei
pensieri
e nel silenzio io rimango in
silenzio.
QUANDO TU DORMI
Quando tu dormi sdraiata al
mio fianco, amor mio,
sei il sogno che aleggia,
il vapore sulfureo d’un mondo
ignoto,
tu sei scrigno di magie e
misteri.
Ed io che, come poeta,
sbircio nel tuo respiro
rubando il tesoro silenzioso
di quel dolce sonno.
BAMBINO SEMPRE
Mi hai chiuso gli occhi
che avevo avuto in dono
per farne pianto
ai confini dell’aurora.
S’è fatta sera
senza ch’io vedessi giorno
incatenato al limbo
e nudo di carezze.
Ti ho reso il cuore
che non ha mai ricevuto amore
sfogliando petali
agli angoli del sogno.
Non più domani
per noi che abbiamo ali
recise in volo
verso il paradiso.
Pensami stella,
stanotte veglierò in
silenzio,
bambino sempre
per mano del destino.
IL RISVEGLIO
Tu che sei nato in estate
quando la terra è gravida
e l’aria è satura di
fragranze e sapori,
di colori vivi e di luce
accecante,
forse non ami l’autunno.
Gli uccelli migrano lontano
lasciando la terra desolata
a ricordare nel sopraggiunto
silenzio
l’eco delle loro grida nel
cielo.
La luce del sole è ormai
timida nel comparire,
le nuvole nella notte
trasformano la luna piena
in un riflesso opaco.
Ombre scure hanno preso il
posto delle case
ed hanno contorni indefiniti
e tremanti.
L’anima del mondo si è
incarnata altrove
e tu ne erediti le spoglie.
Eppure,
se riuscirai a soffermarti
per un istante fra i rami spogli,
ad ascoltare il vento che
spazza via le foglie morte,
a lasciarti accarezzare dalla
pioggia sottile che rigenera i solchi,
ad amare questa terra nuda e
fredda
attraverso le tenebre che
l’avvolgono,
ti accorgeresti di un respiro
sommesso,
del battito lieve di un cuore
che sta riposando.
E se saprai attendere
paziente il risveglio,
allora, avrai per te una
terra vergine da fecondare
e fiori e frutti riempiranno
le tue mani,
e nei tuoi occhi brillerà la
luce
d’un giorno senza tramonto.
E udirai nuovi sussurri,
nuove grida che avranno il tuo nome
e stormi di uccelli che si
libereranno per te soltanto
imbastendo danze d’amore
sulle note di una musica
scritta per te
dalle acque dei ruscelli.
Ed il vento ti porterà in un
viaggio senza fine
accarezzando il tuo sorriso
perché non svanisca,
il sole penetrerà le tue
membra
per infondere calore e forza
e sarai stordito di profumi
inebrianti
che rapiranno i tuoi sensi
fino a confonderli.
Allora,
e solo allora, mi incontrerai
di nuovo
e guardandomi, non mi
riconoscerai.
IL TUO ANGELO BAMBINO
In segreto,
un amore ti dorme accanto,
muto e invisibile,
ha soltanto occhi per
guardarti
e mani che non possono
stringerti.
Della sua malinconia non ti
accorgi
quando lo guardi e non lo
vedi,
quando lo accarezzi e non lo
senti.
Come un fantasmino si aggira
per la stanza
urla a volte per destarti dal
sonno ma invano
e poi di nuovo tace
vinto dalla tua indifferenza
più solo e più piccolo di
prima.
SPREMI IL MIO SUCCO
Spremi il mio succo ragazza!
spremi tutta la vigna
e beviamo sino ad esserne
ebbri
che anch’io sono pazzo di te
e di nuovo ardo di febbre.
Spremine ancora e ancora
e riempi la coppa proibita
per brindare sorella
all’aurora
splendida amante della vita.
ERA UN GIOCO
Le rincorse sui prati
quell’acchiapparci
per finire lottando fra
l’erba
... era un gioco.
Era un gioco
il mio corpo sul tuo
e trattenerti vinta per
terra,
posarti la testa sul seno
aspettando che il respiro
tornasse leggero
... era un gioco.
Era un gioco
la prigionia contro i sassi
del muretto tra i rovi,
il tuo viso offerto nel sole
la dolce schermaglia dei
fianchi
... era un gioco.
Ma quel gesto in più,
la mia incontrollata
reazione,
la follia che ci prese
e che ci sconvolse la vita,
era un gioco dal quale
non abbiamo più fatto
ritorno.
MEDUSA
Chioma di Medusa
ha i suoi tentacoli stesi sul
letto.
Salice piangente
sul colle d’illusioni,
la luce dell’alba l’accende
fonde le fronde col cielo
infuocato,
disegna l’ombra e il profilo
amaro e sommesso ... dolce e
sottile ...
... fiero e slanciato.
Occhi penetranti come fari di
luce,
inestinguibili fonti di vita,
pozzi profondi, impercepibile
essenza
dolce presagio di un amaro
futuro
prova incombente di vita e di
morte.
STELLA DEL MATTINO
Bentornata stella del mattino
ancora dai miei occhi sgorga
pianto:
che giorno è questo in cui tu
dormi ignara,
mentre io già veglio sui miei
fantasmi antichi?
Ti sveglierà l’odore del
bosco
e il lento dischiudersi di
altri baci.
Avrai suoni e colori anche
per oggi.
Io, soltanto la tristezza.
PASSIONI FRA DONNE
Danziamo molto vicine
ma non ci tocchiamo,
una specie di intimità
sessuale ben presto
ci costringe a usare le mani.
La notte è calata su noi
ma la musica ci riempie di
energia,
è eccitante spingerti su me,
adoro sentirti mia.
Bere dalla tua bocca
ha un significato purificante
per la mia arte,
è così inebriante il tuo
odore,
sai che hai la voce sensuale.
Sei divina, così
aggressivamente tenera,
farò di tutto per
raggiungerti in quella sfera magica
delle nostre menti che non
sanno spegnersi
nemmeno quando il corpo sa di
anima.
Perdonami se non ho parole
per dirti quanto ci tengo
alla luce
che vedo nei tuoi occhi,
siamo in pochi
ad averla ancora.
Stringimi, baciami, mordimi,
abbracciami!
Non voglio restare sola
ora che tu con un sorriso
cacci via ogni malinconia.
Non posso che cercare
di fare del tutto per
renderti mia
perché sei splendida,
splendida, splendida
così come sei.
PAGLIACCETTO AZZURRO
Leggevo tempo fa
le tue poesie,
piccolo arcobaleno ribelle,
scheggia di sorriso
e di follia,
fra la stanchezza generale
che invade la gente.
E mentre sfogliavo le tue
pagine,
ti vedevo
pagliaccetto azzurro
saltellare fra la rugiada,
nei fiori giocare,
coi fili d’erba
burlati dal sole,
amare la notte,
e poi morire
in un’autostrada di parole.
Quanta tenerezza mi susciti!
il mio mondo alla tua età
era così simile.
Vorrei dirti pagliaccetto
azzurro
non smettere mai di sognare
ma non sarebbe giusto, ti
farei del male.
Siamo rimasti entrambi su una
giostra di colori
forse non riusciremo mai ad
imparare a vivere.
AL DI LÀ DELLA SIEPE
Odore di foglie di menta
bagnate in una notte estiva
circondate dalle lucciole
nel giardino della mia
infanzia.
Ascolto,
a testa in giù come un
acrobata,
l’eco delle tue parole
incontrare i miei pensieri,
sottile momento di comunione
al di là della siepe.
MAGICA NOTTE
Mi giungi nell’anima, magica
notte!
che hai ridato il sorriso al
mio volto,
uno sguardo ai miei occhi.
Ho incontrato i tuoi, unici
perfette lagune di sogni
e tutto il mio corpo vibra
attendendo di immergersi
ancora in essi.
E respirare la tua aria
assaporare la tua vita
sarebbe il sogno a cui la mia
anima
vorrebbe aggrapparsi
per far divenire tutto
calda estasi.
Tu magica nella tua
perfezione di donna,
nelle tue dolci labbra
sulle quali vorrei morire
lasciando i miei sensi in
delirio.
Tu o notte,
ipnotica visione
che non voglio dimenticare
lasciami il tuo ricordo,
un tuo momento.
Tenderò le braccia a te
anima che delicatamente ti
scopri a me.
Ti toccherò con la mia,
ti avvolgerò con il mio
amore,
ti darò pressante passione,
ti offrirò tutto me stesso,
il mio delirio per te.
AQUILA DALLE GRANDI ALI
Salti per il mondo
e in cima in un attimo ti
ritrovi,
da quell’altezza sei tu la
padrona,
niente potrà più fermarti.
Aquila dalle grandi ali
ti stagli di profilo,
i tuoi occhi
puntano la preda.
Cosa ricordi di te stessa?
forse il fiore che ti generò,
il respiro del fuoco,
l’aria aperta.
A chi somiglia?
della natura sei complice
bocca bellissima.
Non avrò timori,
il sentiero è dritto
e la ghiaia bianca.
L’erba che raccoglierai
sul ciglio ti basterà
e gli anni futuri
ti vedranno fiera
in cima alla montagna.
Ed io saprò dove cercarti:
nel tuo nido.
ESTASI LUNARE
Vedo l’inviolabile notte
implorare,
mi muoverò lentamente in un
arido silenzio
come un gatto protetto dalla
sua torpidezza,
cullerò un’infinità di rumori
e di fumo
e a stento la notte ritroverà
la sua pace.
Vedo un lucente angelo
esanime,
infido torcerò gemme colorate
e vagherò nudo, tedioso e
inerte
tra i docili fremiti degli
antri di donna
e a stento l’angelo ritroverà
la sua forza.
Vedo un’incantevole regina
piangere,
rifiorirò tra le grinfie
dell’amore e della vita
nel perduto e meraviglioso
oblio rosso
sussurrando poesie tra le
spire d’una stella
e a stento la regina
ritroverà il suo sorriso.
Vedo una bambina perdere la
sua infanzia,
insidierò ancora l’umidità
delle tentazioni,
eviterò l’abbaglio dei
cristalli
cancellando anche il sapore
della nebbia
e a stento la bambina
ritroverà il suo gioco.
Ma nel solenne splendore
delle mie visioni
della notte, dell’angelo,
della regina
e persino dell’innocente
bambina,
attenuerò il lacerante taglio
dei ricordi
e danzerò nell’estasi lunare.
CREATURE SAFFICHE
Svelatemi
o Numi del cielo
o amabile Venere
o chiunque abbia creato
l’Eros,
svelatemi vi scongiuro
l’arcano mistero di costoro:
son giovanissime dee puttane
e dolci figlie di Saffo?
Ninfette in amore,
amabili creature saffiche
con i loro giovani corpi nudi
attorcigliati e avvinghiati
uno sull’altro
fino a formarne un solo.
Anima nell’anima
respiro nel respiro
fiamme di paradiso.
Acerbi potentissimi sensi
scambiatevi lancinanti
effusioni,
esplodete di malizia e
innocenza.
Brividi, sussulti e fremiti
son lugubri rintocchi di
messa funebre,
orgasmi, orgasmi e orgasmi
rosari sussurrati nel
silenzio della chiesa.
Grazie potente Zeus
grazie divinità tutte
dell’Olimpo
per avermi donato occhi
che possono ammirare
così celestiale visione.
Perdonami Dio della bontà e
della purezza
ma io non so rinunciare
alla tentazione di quei
corpi.
L’EFEBO NELL’ANTICA GRECIA
Che splendor mio grazioso
giovinetto
quasi femmineo puro tutto ben
curato
sii pronto su è giunta l’ora
d’esser da viril uom
sodomizzato.
Oh si è bello è natural
e l’accoppiamento sai è gran
giusta cosa
eroe e signor diman anche tu
sarai
assai degno di fedele sposa.
Che aperte menti pensatrici
avean quei greci valorosi!
oggi mamma mia che tabù
sarebbe
s’aprirebber celle per ricchi
e per morosi.
Come corri in fretta pazza
civiltà
c’è internét altro che lontan
caverne
siam del progresso già tutti
robots
e al natural piacer addio
senza più goderne.
Così Sant’Uomini col mal
dentro Sé stessi
san trovarlo ovunque persin
dove non sta
e ciò che con durezza sono
pronti a condannar
in segreto è praticato in Lor
Sacra Autorità.
IL CLOWN
Se in questa vita proprio
devo fingere
voglio essere un clown
un trasformista multicolore
che diverte il mondo
scherzando di sé.
Voglio essere l’arcano numero
zero,
l’amico dei bambini,
il nano di corte, il
giullare, il folletto.
Voglio essere il folle
saltimbanco
che entra in scena,
che rompe gli schemi,
che fa ridere i cuori,
che sa indossare sulla
guancia dipinta
una lacrima vera camuffata
per finta.
Sarò triste come Pierrot
o forse allegro come
Arlecchino,
non so neanch’io quello che
diventerò.
LETTERA AD UN AMORE LONTANO
Messina 16-12-1989
È quasi Natale ormai ma non è
più festa per me,
ogni giorno è uguale
all’altro.
Io lo so che in paradiso
non si può vivere per sempre,
ma nei tuoi occhi l’infinito
libera la mia mente,
se potessi io ti raggiungerei
dovunque.
Sei tu
che mi fai sognare, ridere,
impazzire.
Sei tu
che mi dai il coraggio di
ricominciare.
Con te
ci sarà ancora tutto da
scoprire
ed io so già
che la mia vita cambierà
colore.
Ma tutto ormai appartiene al
passato
e sembra non avere futuro.
Oggi cammino da solo per le
strade ricche di addobbi natalizi
straniero anche per me stesso
con la sola compagnia di lacrime che sanno di sale,
non so dove vado né se sto
vivendo.
Mi sono guardato riflesso
allo specchio
la barba lunga, i capelli
arruffati
io sono cambiato sai
ma si è abbruttito pure il
tempo, non si vede più il sole.
Quando l’aria si trasforma
all’improvviso
e la tramontana sale,
è il mio cuore che mi chiede
dove sei
e proprio in quei momenti
tristi,
mi rendo conto che lunghe
distanze
ormai mi separano da te.
Una sottile crescente
malinconia
allora mi prende sempre più
e sembra che mi arrivi da
lontano il calore della tua pelle,
mi par di sentire il suono
della tua voce,
il ritmo regolare dei tuoi
respiri sul mio petto.
E mi lascio andare così
alla dolce melodia di questi
pensieri
e dentro di me fra mille
paure
conservo ancora il tuo fuoco.
Giuliana, io darei qualunque
cosa per rivederti un solo istante,
mi chiedo se è lo stesso
anche per te.
Con amore, tuo Claudio
ACROBATI
Emozioni sul trapezio della
vita,
equilibri instabili di cuori
in bilico,
questo è il nostro destino,
essere acrobati
rappresentare ogni giorno noi
stessi
ora guitti, ora attori dai
mille volti,
capaci sempre di carpire
l’ultimo applauso,
sempre pronti a giocare con
il fato.
Nella notte offriremo lo
spettacolo più bello,
saliremo sul ciglio della
luna,
saremo giocolieri delle
stelle,
cammineremo in punta di piedi
nei sogni dei bambini
e strapperemo loro lo stupore
più innocente,
salteremo di cuore in cuore.
Questa è la nostra forza,
questa è la nostra scelta:
essere equilibristi di noi
stessi.
I SEGRETI DELLA LUNA
Per ore lunghe e lievi
ho scrutato i segreti della
luna,
e senza accorgermi,
una notte dietro l’altra,
ho cercato una forma di vita
sul suo pallido volto
per colmare questo purpureo
calice
ancor vuoto.
È vero,
eterni sentimenti ci
uniscono,
e come lupo in fuga,
orfano d’eteree rimembranze,
tendo le mani e la ricerca
nel mezzo dei suoi argentei
fili,
chioma di madre celeste.
Non sogni o fatue visioni,
non amori o delitti,
non tormento o quiete
a cui abbandonarsi
finché lei resta lassù
con il capo chino
sulle mie mani aperte.





















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